La Fibromialgia

 

La fibromialgia è una sindrome caratterizzata da dolore muscoloscheletrico generalizzato, rigidità e affaticamento. Non è una malattia infiammatoria o degenerativa, ma una condizione di iperattività del sistema nervoso centrale che causa dolore e sensibilità al tatto. Lo Shiatsu può aiutare a migliorare la fibromialgia in quanto stimola la circolazione sanguigna e linfatica, riduce lo stress e l'ansia e migliora la flessibilità muscolare e articolare. Inoltre, lo Shiatsu lavora sui punti energetici del corpo, chiamati tsubo, che si trovano lungo i meridiani energetici. La pressione su questi punti aiuta a ridurre il dolore e la sensibilità. Lo Shiatsu è stato scientificamente dimostrato come una terapia complementare efficace per il trattamento della fibromialgia. Uno studio del 2010 pubblicato sulla rivista ComplementaVishuddha: il chakra della golary Therapies in Medicine ha rilevato che 8 settimane di trattamento di Shiatsu hanno migliorato significativamente i sintomi di dolore, ansia, depressione e qualità della vita nei pazienti affetti da fibromialgia. Inoltre, un altro studio pubblicato nel 2015 sulla rivista Pain Medicine ha rilevato che lo Shiatsu può aiutare a ridurre il dolore muscolare e la rigidità in pazienti affetti da fibromialgia. In sintesi, la fibromialgia è una sindrome caratterizzata da dolore muscoloscheletrico generalizzato, rigidità e affaticamento. Lo Shiatsu può aiutare a migliorare i sintomi della fibromialgia stimolando la circolazione sanguigna e linfatica, riducendo lo stress e l'ansia e lavorando sui punti energetici del corpo. Lo Shiatsu è stato scientificamente dimostrato come una terapia complementare efficace per il trattamento della fibromialgia. 

Ileopsoas

L'ileopsoas è un muscolo molto importante che si trova nella zona dell'addome e che si estende fino alla coscia. Ha la funzione di flettere il busto in avanti e di alzare le gambe, è il più potente flessore d'anca. Oltre ad agire come flessore provvede al mantenimento della lordosi lombare e della cifosi toracica.

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Quando questo muscolo è equilibrato, aiuta a mantenere la postura corretta del corpo e permette di svolgere movimenti fluidi e armonici. Tuttavia, se l'ileopsoas è in squilibrio, può causare tensione e rigidità nella zona lombare e nell'anca, provocando dolori e limitando la libertà di movimento. L' infiammazione può causare artrite reumatoide, artrite psoriasica e traumi locali. La borsite dell'ileopsoas si manifesta con dolori all'anca durante movimenti di flessione, ridotta mobilità articolare complice il dolore, rumori dall'interno durante il movimento dell'anca o rigidità dell'anca al mattino. Il dolore lombare potrebbe essere associato ad una eccessiva rigidità del muscolo. Nella medicina orientale lo Psoas è considerato il muscolo dell'anima, allenarlo potrebbe aiutarci a superare anche ansie e paure, esso viene anche spesso definito come il nucleo più profondo del nostro corpo. E' importante per il movimento, l'equilibrio strutturale, la funzionalità articolare e la flessibilità. Lo Shiatsu può aiutare a riequilibrare l'ileopsoas attraverso la pressione dei punti specifici lungo il suo percorso, stimolando la circolazione sanguigna e linfatica e favorendo il rilascio delle tensioni muscolari. In questo modo, si può migliorare la postura e ridurre i dolori muscolari, permettendo al corpo di funzionare in modo più efficiente ed equilibrato.

                  Chakra

Cosa sono i chakra 

Chakra è una parola sanscrita che significa ruota, disco o cerchio. I chakra sono descritti come dei vortici di energia che si trovano lungo un percorso energetico che scorre all’interno della colonna vertebrale.  Si tratta di punti di raccolta e di trasformazione del prana, l’energia vitale, e hanno il compito di assorbire questa energia e distribuirla tra le numerose funzioni che ci permettono di vivere. Si arrivano a contare fino a 114 chakra diversi, ma di questi 7 sono i principali, e sono quelli a cui si riferisce la maggior parte delle volte quando se ne parla. Questi 7 chakra sono distribuiti lungo la colonna vertebrale, dalla base del coccige fino alla sommità della testa. Anche se abbiamo dato loro una collocazione specifica, i chakra non sono parte del nostro corpo fisico bensì del nostro corpo sottile, ovvero quel corpo fatto di infinite strutture energetiche, movimenti energetici, forme e colori che influenzano anche il nostro corpo fisico. I chakra sono rappresentati  con dei fiori di loto chiusi, semichiusi o aperti, i canali energetici attraverso cui i chakra possono ricevere e distribuire energia, per poi trasferirla agli organi e agli apparati del corpo associati al chakra stesso. Ognuno di questi sette chakra ha un numero di petali, un nome, un colore, un elemento, un suono, una vibrazione, un’area specifica della colonna vertebrale che collegano corpo, mente e spirito attraverso l’energia. Quando i chakra funzionano armoniosamente, l’energia può fluire liberamente, portando effetti positivi sia nel corpo che nella mente, per questo motivo è molto importante che i chakra rimangano sempre ben funzionanti. I chakra principali sono sette e sono:

Muladhara – Chakra della terra o della radice

Svadhisthana – Chakra dell’acqua o sacrale

Manipura – Chakra del fuoco o del plesso solare 

Anahata – Chakra del cuore Visuddha – Chakra purificatore o della gola 

Ajna – Chakra della luce o del terzo occhio

Sahasrara – Chakra della corona

Muladhara: il chakra della radice 

 

La parola Muladhara viene dal sanscrito ‘mul’ significa radice, ‘adhara’ significa luogo. Questo chakra si trova alla base della spina dorsale, nel perineo. È il chakra collegato alle gambe ed è quindi simbolo della terra e di tutto ciò che è solido e stabile. Per questo motivo è anche il chakra di tutte le parti più dure del corpo, come le unghie, le ossa e i denti. Il chakra della radice o primo chakra simboleggia la stabilità, la fiducia in noi stessi e la sicurezza ed è collegato alla nostra sopravvivenza. Quando è equilibrato ci sentiamo sicuri, felici e capaci di vivere il momento presente, pieni di entusiasmo e pronti per progettare il nostro futuro. Quando il primo chakra non è in equilibrio possiamo sentirci infatti smarriti, apatici, sfiduciati e privi di sicurezza in noi stessi, non ci sentiremo mai soddisfatti in nessun luogo e tenderemo a cambiare spesso casa o città. Oppure si può sentire un forte attaccamento al passato al punto di non riuscire a vivere il momento presente. Il nostro corpo può risentirne con stanchezza e spossatezza, ma anche con problemi al colon, alla vescica, alla parte bassa della schiena, alle gambe e ai piedi.

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 Posizione: perineo, coccige

 Funzione: sopravvivenza

 Colore: rosso 

 Elemento: terra

 Senso: olfatto

 Pietra: diaspro rosso (e tutte le pietre  rosse e marroni, come l’onice nero e la  corniola) 

 Mantra: Lam

 Loto: 4 petali con all’interno la terra

 Nota: do

Svadhisthana: il chakra sacrale

 

Proseguendo il viaggio, il secondo chakra che troviamo è Svadhistana. Il nome deriva dal sanscrito in cui ‘swa’ significa proprio, ‘adhistha’ significa dimora. Si traduce come il centro della propria dimora. Si trova nella parte bassa dell’addome, subito sotto l’ombelico. A differenza del primo, che indica stabilità, questo chakra è associato ai liquidi quindi al lasciar scorrere, al fluire, alla capacità di cambiamento. Il secondo chakra è associato all’elemento acqua, elemento da cui deriva tutta la vita, l’acqua feconda generando nuova vita continuamente. All’acqua è associato anche il mondo delle emozioni, infatti questo chakra è la sede delle emozioni, della spontaneità, della creatività, del piacere e della sessualità. Quando questo chakra non funziona armoniosamente sono le emozioni a risentirne di più. Abbiamo infatti forti sbalzi di umore, siamo pieni di rabbia, senso di colpa e vergogna e siamo soggetti ad attacchi di panico. A livello fisico possono verificarsi problemi e patologie nella zona bassa del ventre, come calcoli renali e disfunzioni dell’apparato riproduttivo e del ciclo mestruale, oltre a ciò che riguarda lo scorrere di fluidi, come l’apparato circolatorio o la vescica.

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Posizione: parte bassa dell’addome Funzione: desiderio e procreazione Colore: arancione

Elemento: acqua 

Senso: gusto 

Pietre: ambra

Mantra: Vam 

Loto: 6 petali con all’interno una mezzaluna

Nota: re

Manipura: il chakra del fuoco, del plesso solare

 

 Manipura deriva dal sanscrito, in cui “Mani” significa gioiello, “pura” significa città. Si traduce città gioiello. Il terzo chakra, il chakra del fuoco, si trova nel plesso solare, la parte dell’addome che si trova tra il diaframma e l’ombelico. È collegato all’apparato digerente e alla digestione, che “divora” il cibo proprio come il fuoco divora ciò che trova sul suo cammino. Il terzo chakra è quello dell’unione del primo e del secondo chakra , ossia la luce, l’energia, il calore e quando è ben equilibrato ci sentiamo energici, sicuri di noi stessi, forti e padroni di noi stessi. Non abbiamo paura dei giudizi altrui e sappiamo essere sempre all’altezza della situazione e non abbiamo difficoltà nel gestire noi stessi e le nostre emozioni. Quando il terzo chakra non è in equilibrio possiamo notare la presenza di molti sintomi negativi, sia a livello fisico sia a livello mentale. Possono insorgere insicurezza, scarsa autostima, introversione e un forte senso di inadeguatezza in tutte le situazioni. Talvolta l’arroganza, aggressività, la troppa sicurezza di sé, la costante ricerca di potere e il bisogno di auto-celebrarsi, servono a nascondere le proprie sconfitte e le proprie insicurezze. A livello fisico lo squilibrio si manifesta con problemi come disturbi del fegato, nausea, ulcera, gastrite, difficoltà di digestione e celiachia. 

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 Posizione: plesso solare

 Funzione: potere, forza, autostima  Colore: giallo 

 Elemento: fuoco

 Senso: vista

 Pietre: quarzo citrino e tutte le  pietre gialle

 Mantra: Ram

 Loto: 10 petali con all’interno un  ariete 

 Nota: mi

Anahata: il chakra del cuore

 

Anahata significa “suono infinito” o “non colpito”, proprio perché il cuore è un luogo puro dove non esiste il male. Il chakra del cuore è il chakra centrale. Unisce i chakra superiori e più spirituali, a quelli inferiori e più materiali. E’ il chakra che media tra il corpo e la mente. Il quarto chakra è in stretta correlazione con i polmoni e con la respirazione. Questo chakra ci insegna come agire con amore e compassione e riconoscere che l’energia più potente che abbiamo è proprio l’amore. La sua energia ci insegna ad aprirci all’altro con amore, compassione e accettazione. Quando è in equilibrio siamo capaci di amare incondizionatamente, amiamo senza aspettarci nulla in cambio, mostrandoci generosi con gli altri, premurosi e di cuore. Lo squilibrio di questo chakra sul piano fisico si manifesta con problemi cardiaci, asma e problemi respiratori, dolore e debolezza della parte superiore della schiena. Sul piano emozionale e mentale si tende a farsi sopraffare da dolore, rabbia, gelosia, paura del tradimento e odio verso se stessi e gli altri, oppure ci si sente potenti e forti, al punto da non essere in grado di accettare amore dagli altri. Si è chiusi e non si è in grado di ricevere o, al contrario, si diventa facilmente vulnerabili e dipendenti dall’amore degli altri.

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 Posizione: plesso solare

 Funzione: potere, forza, autostima  Colore: giallo 

 Elemento: fuoco 

 Senso: vista 

 Pietre: quarzo citrino e tutte le pietre  gialle

 Mantra: Ram

 Loto: 10 petali con all’interno un ariete  Nota: mi

Vishuddha: il chakra della gola

Vishudda si traduce come il centro della purezza: ‘shuddhi’ significa purificazione e ‘vi’ è un superlativo utilizzato per rinforzare questa qualità. Vishuddha chakra si trova proprio alla base della gola ed è collegato alla comunicazione, sia con gli altri che con noi stessi, e alle emozioni che ne derivano .Il colore di questo chakra è l’azzurro e simboleggia la trasparenza. Quando questo chakra è in equilibrio, infatti, riusciamo ad esprimerci in modo chiaro e limpido. La nostra voce è calma e rilassata, sappiamo ascoltare gli altri e riusciamo sempre ad esprimere quello che pensiamo. L’equilibrio del quinto chakra porta anche una grande creatività, che è un mezzo molto potente per esprimere sé stessi. Le nostre relazioni sono piacevoli, ci interessiamo intensamente agli altri con comprensione e senza giudicare. Anche la nostra capacità di concentrazione è molto alta. Lo squilibrio di questo chakra porta a non riuscire né a esprimersi bene né ad ascoltare gli altri. Ci sentiamo inoltre troppo sicuri di noi stessi e non accettiamo le critiche, nemmeno quando vengono dalle persone che amiamo. Siamo incapaci di dire di no, ci sentiamo estremamente timidi e impacciati e non riusciamo ad esprimere la nostra creatività, né attraverso le parole, né attraverso le discipline artistiche. Tutto questo porta a una situazione di profondo disagio che a lungo andare potrà farci chiudere talmente tanto in noi stessi da non desiderare o addirittura aver paura di stare insieme ad altre persone. Anche a livello fisico possiamo incorrere in problemi, primi tra tutti alla tiroide, ma anche alla respirazione e agli organi collegati. Possono manifestarsi malesseri come asma, bronchite, afte alla bocca, disturbi del linguaggio ma anche otiti e dolori alle orecchie.

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Posizione: base della gola 

Funzione: comunicazione 

Colore: azzurro 

Elemento: etere

Senso: udito 

Pietre: lapislazzuli, acquamarine e pietre azzurre 

Mantra: ham 

Loto: 16 petali con al centro un triangolo con la punta rivolta verso il basso

Nota: sol

Ajna: il chakra del terzo occhio

Il chakra del terzo occhio si trova nella testa, tra le sopracciglia, ed è il simbolo dell’intuizione e della vista al di là delle apparenze e al di là anche della stessa realtà. È collegato agli occhi ma anche alla fronte, al cervello e al midollo spinale. In questo chakra si collegano tutti gli opposti e tutte le dualità, come il maschile e il femminile, la ragione e l’intuizione, la forma e la sostanza, il corpo e la mente, il buono e il cattivo. E il terzo occhio vede quello che esiste oltre a queste separazioni, dissolvendo le dualità per arrivare a scorgere la vera realtà. Se il flusso di energia che attraversa questo sesto chakra non viene bloccato, entriamo in sintonia con il nostro Sé. Diveniamo intuitivi, consapevoli, concentrati e altamente percettivi, l’empatia si amplifica e possiamo riuscire a capire cosa pensano le altre persone. Vediamo il mondo per quello che è, nella sua energia e nella sua spiritualità, con saggezza e senza pregiudizi. Riusciamo a comprendere l’essenza di ciò che ci circonda, scorgendo oltre quello che guardiamo con gli occhi. Quando Ajna non è in equilibrio diventiamo egoisti, cinici, materialisti, freddi e calcolatori. Ci fidiamo solo di quello che vediamo con gli occhi e non riusciamo a percepire più quello che esiste oltre. Non riusciamo più a sognare né a progettare il nostro futuro, diventiamo insensibili e distaccati, senza capacità di rimanere concentrati a lungo su qualcosa. A livello fisico sarà la testa ad essere colpita: mal di testa, emicrania, stanchezza, insonnia, nevrosi, dolori agli occhi e persino cecità.

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Posizione: testa 

Funzione: intuizione

Colore: indaco 

Elemento: luce 

Senso: vista, sesto senso 

Pietre: ametista 

Mantra: om

Loto: 2 petali con al centro un triangolo con la punta verso il basso Nota: la

Sahasrara: il chakra della corona

Arriviamo infine al settimo chakra, il più alto di questa ascesa: il chakra della corona. Sahasrara è il chakra della liberazione, della conoscenza e della beatitudine. Non si trova nel corpo fisico, bensì al di sopra, sopra la testa. È legato all’energia dell’universo, alla connessione con il Divino, all’Illuminazione. Chi raggiunge questo stadio avrà compreso i misteri della vita, la nascita e la morte. Questo chakra è rappresentato da un loto con mille petali, un numero simbolico che indica l’infinito. L’apertura del settimo chakra saprà donarti saggezza, benessere, tranquillità e felicità. Sarai paziente, comprensivo e compassionevole. Se il flusso di energia del settimo chakra è bloccato, non riusciremo a coltivare la nostra spiritualità. Ci sentiremo quindi apatici, sconfortati, senza voglia di vivere, depressi. Oppure saremo attaccati alle cose poco importanti, ai beni materiali e al potere, sopraffatti dall’ignoranza e dall’insoddisfazione e ci sentiremo sempre ansiosi, arroganti, impazienti. Anche sul piano fisico ne risentiremo con grande spossatezza, confusione mentale, depressione, apatia fino a sfociare nella psicosi e nella schizofrenia.

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Posizione: sopra la testa

Funzione: conoscenza 

Colore: bianco, viola intenso Elemento: pensiero

Senso: –

Pietre: quarzo ialino, ametista Mantra: ah 

Loto: mille petali simbolici che indicano l’infinito con una luce al centro 

Nota: si

Makeshi

 

Il MaKeShi è uno stile di Shiatsu spontaneo applicato sul lettino. I suoi principi possono arricchire e/o trasformare il lavoro classico di Shiatsu sul futon. Nasce dallo stile ”Zen Shiatsu” di Shizuto Masunaga (1925-1981) che unisce i concetti e la pratica dello Zen con lo Shiatsu, con l’attenzione, la profondità e la bellezza della cultura giapponese. Il lavoro proposto con MaKeShi è intenso, dinamico e sensibile perché cura gli aspetti del tocco, del ritmo, dell’ascolto e della connessione presenti nel trattamento Shiatsu e li interpreta con originalità nella pratica sul lettino. L’uso del corpo dell’operatore, il suo ritmo, la lentezza e la velocità dilatata, il suo stato d’animo, il suo modo di espandere l’ascolto e il suo fare con il silenzio del giudizio conducono il ricevente in uno stato di disponibilità profonda che permette al corpo di attivare funzioni mentali di autoguarigione. Nel dettaglio, il metodo MaKeShi:

  • suddivide le sequenze in sei tecniche (Kata) a sé stanti da riunire in conseguenza della valutazione
  • pratica con tre livelli di intensità crescenti
  • valuta su sei livelli diversi di sensibilità
  • conduce il ricevente in uno stato di ascolto/sblocco
  • sviluppa sensibilità, attenzione e connessione

Un trattamento di Shiatsu MaKeShi è, innanzitutto, uno spazio di pausa per chi lo riceve: pausa dai ritmi frenetici e dalle routine del quotidiano; interruzione degli automatismi inconsci, delle sovrastrutture mentali e fisiche; impegnativa ma liberante sospensione del consueto modo di essere; opportunità, dunque, per lasciar fluttuare i pensieri e ricercare una diversa visione del mondo. In quest’ottica è fondamentale la fiducia nella natura e nella vitalità della persona, per predisporsi – sia l’operatore che il ricevente – a una genuina apertura mentale. Da un lato la ripetitività e la consuetudine tendono a fossilizzare il modo di essere; dall’altro gli eventi della vita causano rigidità, blocchi e compensazioni nel corpo fisico ed emotivo. Tuttavia (e qui sta la fiducia) è possibile ridurre, modificare, sciogliere queste cristallizzazioni. Ciò implica uno sguardo ampio: la persona viene considerata nel suo insieme e non solo nel sintomo che sente o nella disarmonia che denuncia. Chi pratica il trattamento coltiverà un profondo ascolto dell’altro, mantenendo al contempo la percezione dell’unione di molteplici parti dentro di sé. In questo modo l’unicità e l’unità dell’individuo non vengono perdute, ma si ritrovano arricchite nel cammino evolutivo, attraverso la crescita e la riscoperta della propria essenza e delle proprie potenzialità.

 

 MaKeShi® è lo stile esclusivo della scuola Anma di Torino creato da Claudio Micalizzi.

 

   Moxa

La moxa è una sostanza terapeutica utilizzata nella medicina tradizionale cinese. Si tratta di una miscela di erbe essiccate, tra cui la radice di artemisia, che viene bruciata per generare calore e stimolare il flusso di energia vitale (o "Qi") nel corpo. Anche se non è ampiamente diffusa e molto nota, la terapia della Moxa è antichissima. La moxa viene solitamente utilizzata per riscaldare punti specifici del corpo, soprattutto quelli che si trovano lungo i meridiani dell'agopuntura, allo scopo di riequilibrare il flusso energetico e favorire la salute e il benessere dell'individuo. La cura con la Moxa non è una pratica dolorosa nè fastidiosa, l'applicazione avviene attraverso l'utilizzo di sigari di artemisia senza entrare in contatto con la pelle, questo permette un lavoro più generalizzato sul canale energetico e agisce a livello fisico. Essa può essere anche usata con piccoli coni di artemisia pura, sovrapposti su un piccolo disco sottile di zenzero che permette, a differenza del sigaro, di ottimizzare al massimo l'azione energetica sul punto e di amplificare l'azione tonificante del trattamento.

I benefici della moxa sono molteplici: può aiutare a ridurre il dolori articolari, contratture muscolari, contratture su collo e spalle, a migliorare la circolazione sanguigna e linfatica, a rafforzare il sistema immunitario, infiammazioni, a promuovere la riparazione e la rigenerazione dei tessuti. Inoltre, può essere utile per alleviare lo stress e l'ansia, migliorare la digestione e ridurre la stanchezza e la fatica. In generale, la moxa viene utilizzata come parte di un trattamento integrato che include anche l'agopuntura, lo shiatsu e altre tecniche terapeutiche della medicina tradizionale cinese, e può essere efficace per una vasta gamma di condizioni, tra cui disturbi respiratori, problemi digestivi, disfunzioni del sistema riproduttivo, e molto altro ancora.

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